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Museo di Erich Kästner, Dresda

Il micromuseo® mobile interattivo

Il micromuseo® mobile interattivo è stato aperto in occasione del 101esimo anniversario della nascita di Kästner (23.02.2000) nella villa Augustin di Dresda. Il museo presenta Erich Kästner, conosciuto in tutto il mondo come scrittore per bambini, poeta, giornalista ed esperto di mezzi di comunicazione, come un autore modello del 20esimo secolo. Conformemente alla sua struttura mobile, lo scopo del museo non è quello di trasmettere un quadro fisso del personaggio, bensì diverse sfaccettature della sua vita e delle sue opere.

Kästner fa parte degli sfortunati scrittori della modernità. Egli si nasconde, nella vita come nelle opere, dietro schizzi sempre nuovi di un “altro io”: dietro la “maschera” del suo apparire pubblico e dei suoi personaggi scompare però il “viso”, cioè un'identità unitaria. La sua vita finì in rassegnazione e gli ultimi anni sono oscurati da una crisi produttiva. Non si tratta certo di una casualità biografica, ma del risultato del profondo cambiamento del ruolo dei media e della perdita di rappresentatività politico-sociale della letteratura. Kästner non si è limitato ad osservare questi cambiamenti epocali, ma li ha vissuti in prima persona e descritti con attiva partecipazione.

Il nuovo tipo di concetto museale offre una stupefacente quantità di informazioni, nonostante l´uso consapevolmente limitato di risorse, sia a prima vista che ad un livello più profondo. Grazie ad esso visitatori di tutte le età possono scoprire in maniera interattiva e sempre nuova il complesso mondo di Kästner. Viene infatti proposta una nuova metodologia di trasmissione delle informazioni che si basa su un processo di scoperta individuale, su una nuova contestualizzazione degli oggetti da esporre, sulla sensibilità e sul sapere di ognuno. Stupore, divertimento, conoscenza, autonomia e tempo: questo è ciò che il museo vuol regalare ai suoi ospiti.

In questo museo l´esposizione si rinnova ogni giorno- e questo perché due visitatori non potranno mai visitare qui lo stesso museo. Esso consiste nella visita in sé. È il visitatore che lo plasma. Affinché ciò possa avvenire interviene l´ aiuto dell’espositore. Egli ha scelto tutto con cura, ha selezionato e preparato il materiale. Ma la vera porta verso la conoscenza (il cassetto che apre sulla vita di Kästner), il visitatore la deve aprire da solo. Cosa scopre e come lo fa dipende solo da lui. Ma il fatto che egli trovi qualcosa, qualcosa che lo attragga, questo dipende da chi crea il museo”.

(Professor Dr. Volker Ladenthin, l´università di Bonn).

Nel corpo centrale del museo, che è fornito di accessi e tecniche multimediali (postazione internet, tv, video, cd, audiocassette), viene data visibilità mirata ad alcuni aspetti della personalità e della storia delle opere di Kästner, attraverso l´esposizione di ricercati oggetti originali. La banca dati virtuale viene continuamente aggiornata.  In 12 dei 13 pilastri vengono sviluppati i principali nodi tematici in maniera conforme alla concezione di base del museo; gli oggetti esposti sono contenuti nei cassetti degli scaffali ma si possono scoprire e toccare (foto, lettere, certificati, programmi teatrali, ecc.). I principali filoni tematici sono:

·  “Erich Kästner, un tedesco di origini sassoni: biografia e patria” (colore verde)

In questi cassetti sono esposti oggetti a partire dagli inizi letterari a Lipsia e a Dresda, fino alla riflessione autobiografica su di sé. Fanno parte di questo filone tematico anche i dati sulla ricezione dell´autore in Sassonia e in tutta l´ex Repubblica Democratica Tedesca.

·         “…l´uomo tra le sedie. Kästner – un outsider suo malgrado” (colore rosso)

Qui emerge il Kästner moralista e critico della società. In cosa crede? Nella vita e nelle opere stesse si fa sostenitore dei valori borghesi e non vuole essere un outsider, ma gli “altri” (siano essi la “società” o altre persone) svolgono generalmente il ruolo di oppositori. Questo vale ad esempio per la censura subita durante il terzo Reich, per la repressione delle sue opere e allo stesso modo per il suo rapporto con altre persone particolari, tra cui figurano le donne.

·         “Dovete tornare bambini…l´utopia di Kästner” (colore giallo)

Il terzo punto cruciale sono i bambini. Essi rappresentano l´altro positivo nell’opera di Kästner e giustificano lui, l´outsider, nel suo ruolo di “moralista”, come un vero e proprio “insider”.

Vengono trattati la letteratura, i film, il teatro per ragazzi ed anche l´intera categoria di opere dell’”essere bambino”.

·         “Kästner e i media” (colore blu)

Questo punto chiave è dedicato al rapporto dell’autore con i media. Vengono messe in risalto la “modernità” e l´abilità di Kästner nell’uso della stampa, della radio e dei media classici  – soprattutto film, ma anche teatro e cabaret.

Nel 13° pilastro si trovano infine alcuni originali (fogli scritti a mano, fotografie esclusive, ecc.) capaci di dare un quadro completo di Kästner e, come la struttura stessa del museo, di racchiudere le singole sfaccettature in un quadro complessivo.

Il concetto architettonico

Quali compiti, quali obiettivi, quale potenziale di innovazione ha l´istituzione del museo alla luce dei notevoli cambiamenti del nuovo millennio? Come può restare orientata al futuro alla luce della globalizzazione, della scarsità di risorse, dei pressanti interrogativi sulle identità culturali, delle possibilità formative al di fuori della scuola (che tanto allettano la nuova generazione) e delle nuove conoscenze sulla psicologia della percezione?

L´ideatore del museo di Erich Kästner, Ruari´O´Brien, si e´posto ben consapevolmente questi interrogativi e ha perciò´sviluppato un inedito e singolare tipo di museo. Il micromuseo® mobile interattivo unisce architettura, arte e scultura e costituisce sia un oggetto d´uso funzionale che uno strumento di lavoro scientifico. Anche l´architetto ideatore di un museo, e non solo il curatore, dovrebbe essere oggi infatti un artista-scienziato che permetta all’esposizione museale di rispecchiare la sua essenza nel miglior modo possibile, sia dal punto di vista ergonomico, che estetico, che didattico.

L´intelligente architettura museale è capace di crescere da sé e può unire tra loro in un tutt´uno i presunti oggetti del nostro tempo: velocità/lentezza, mondo reale/mondo virtuale, perfezione/imperfezione, tecnologia di massa/tecnologia orientata ad una riduzione ottimale, tradizione/orientamento al futuro, ereditá culturale/società dell’esperienza, globalità/identità locale.

Grazie all’impianto micro-architettonico del museo, orientato al risparmio di risorse,l´autentico materiale da costruzione di un tempo è stato restituito a nuova vita - così come un importante sito nel quartiere Neustadt di Dresda, che è stato reso nuovamente accessibile al pubblico. Tale attenzione per questo “monumento vivente” vuole preservare un sito storico nel presente e trasportarlo verso il futuro, in modo tale da sviluppare la “vecchia” identità (l´antico edificio) in accordo con la “nuova” (il  rinnovato contenuto e la sua nuova funzionalità). La struttura del museo è in sé un nuovo tipo di “casa nella casa”, poiché contemporaneamente ha trovato sede nella vera casa di un tempo, la villa Augustin, e nella nuova “casa globale” virtuale, il museo.

Il singolo visitatore è invitato ad aprire i cassetti, vere e proprie pietre da costruzione a grandezza naturale, a proprio piacimento e secondo il proprio gusto ed umore, per esaminare i singoli oggetti ed il loro significato. Ognuna di queste pietre da costruzione è un oggetto a sé stante, che però insieme ai restanti elementi forma di nuovo un tutto autosufficiente (13+1=15). Grazie alla libertà di muoversi tra gli elementi del pilastro ogni visitatore traccia un diverso percorso.

Muovendosi e passando da oggetti percepibili con i sensi allo spazio virtuale globale, il visitatore raggiunge il computer, che offre una banca dati unica e continuamente aggiornata su vita, opere e indice di gradimento delle opere di Erich Kästner, così come la possibilità di comunicare con i lettori ed i sostenitori di Kästner in tutto il mondo. Il lento processo di apertura dei cassetti si contrappone alla velocità del nuovo mondo mediale creando un contrasto tra tradizione e modernità. L´intera opera d´arte risponde ai principi dell’economicità; è stata concepita,  realizzata e allestita secondo il principio delle pietre da costruzione, cioè attraverso più tappe, secondo dei mezzi finanziari e contenutistici disponibili. E´un museo che cresce e si rinnova da sé ed è capace di reagire ai bisogni dei visitatori.

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